ASD Wind and Sea

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Dalla spiaggia del circolo sportivo in Via Nizza, in canoa alla conquista dei Mondiali di Rio de Janeiro.

Intervista alla canoista e Vicepresidente della W.A.S. Sara Oddera

Si accede da Via Nizza. Un corridoio stretto conduce alla spiaggia e alla spartana struttura del circolo sportivo W.A.S., acronimo di WIND AND SEA, che non può che identificare un luogo preposto alle attività acquatiche e veliche. Anche questo offre Savona.
Un centinaio di iscritti al circolo, un open day che è stato proposto il 27 giugno proprio per far conoscere ai cittadini, ai giovani, che cosa vuol dire andare in canoa, magari, anche approfittando della spiaggia il cui accesso è permesso solo ai soci, o a chi si avvicina a questo tipo di sport.

Com’è nata la W.A.S . e che attività si svolgono nel vostro circolo sportivo?
Preponderante è l’attività collegata all’insegnamento dell’ “arte della pagaia” su canoe polinesiane dette Vaa, che si contraddistingue dalle altre canoe perché non sono dotata di timone e timoniere.

La W.A.S., nata più o meno verso gli anni ’80, quando il windsurf era di moda e annoverava moltissimi appassionati, ora propone attività acquatiche, collegate soprattutto alla canoa, al windsurf, ai catamarani,ai gommoni a motore e al SUP, ossia il stand up paddle, una delle ultime tendenze per gli sport acquatici: si rema stando in piedi su una tavola da surf.

Che tariffe applicate?
Per il noleggio delle piccole imbarcazioni bisogna accordarsi con i proprietari, mentre per le canoe si paga una quota di iscrizione di quindici euro che permette i successivi quattro ingressi a cinque euro. Lo step seguente è il versamento di 220 euro per la quota annuale di iscrizione.
Le lezioni hanno un costo di 10 euro l’ora. La fruizione dei servizi e della spiaggia è inclusa, anche se nella corsia di uscita larga centodieci metri, delimitata da corde, non è possibile fare il bagno e quindi non è previsto un servizio di sorveglianza.

Quali sono le ultime gare a cui avete partecipato, gli appuntamenti fissi e quali sono le traversate in cui vi siete cimentati come team W.A.S.?
Ogni anno organizziamo  alla Christmas Race, divertente perché pagaiamo con il berrettino rosso da Babbo Natale. Fino a due anni fa coordinavamo il periplo dell’Isola di Bergeggi. Ora per motivi di sicurezza dovuti al passaggio delle navi in partenza e arrivo da Vado non si può più realizzare e prende il via da Noli.

L’ultima gara a cui abbiamo preso parte con un equipaggio tutto al femminile, sei donne, è stato a fine giugno la Roquebrune – Mentone. Di solito ci iscriviamo alla Porquelleuse: sei ore consecutive di canoa in acqua percorrendo sessantacinque chilometri.

Nel 2003 abbiamo attirato l’attenzione sulla nostra attività sportiva con una traversata Savona-Bastia, quindi un’ avventura che ci ha visti protagonisti nelle acque tra la Liguria e la Corsica.

da sx: Danilo Araldo (direttore sportivo), Alberto Araldo, Raffaela Falco, Agostino Gemme, Sara Oddera, Matteo D’Amica, Lara Ferrari, Edoardo Chirone, Nicolo Tomasini.
Partiranno x Rio: Danilo (master), Alberto (junior), Sara (master), Matteo (junior), Lara (junior), Nicolo (open)

In questo momento per cosa vi allenate?
Ci stiamo preparando anche noi per i Mondiali in Brasile, non di calcio però, ma di velocità di canoa polinesiana.
Saremo sei savonesi e un torinese a raggiungere Rio De Janeiro per rappresentare l’Italia con la maglia tricolore come FICK, la Federazione Italiana Canoa e Kajak.
La nostra disciplina è olimpionica, per ora, solo all’interno delle olimpiadi per disabili. L’obiettivo è di poter aspirare a conquistare comunque medaglie olimpiche il più presto possibile.

Un’attività quindi che permette anche ai disabili di confrontarsi con il mare?
Indubbiamente i disabili che non possono utilizzare gli arti inferiori traggono vantaggio dal rapporto con il mare e dal movimento fisico che si affronta andando in canoa. Abbiamo constatato che ricevono un grande beneficio anche i non vedenti, o gli ipovedenti.

Che slogan lancerebbe ai savonesi per farli avvicinare allo sport della canoa polinesiana?
“Avvicinatevi al mare, avvicinatevi alla canoa: sarà più semplice stare insieme”

perché la canoa è uno sport aggregante, se praticata a gruppi o a squadre, a qualsiasi età. Giovani, adulti e anziani possono andare in canoa senza problemi e in sicurezza, infatti, sono adeguatamente istruiti.
Se praticata singolarmente renderà più immediata la percezione del vostro profondo “io”. Stare in mezzo al mare, soli con la propria canoa, liberi dalla zavorra dei pensieri quotidiani, il rumore delle onde e delle pagaie che sprofondano nell’acqua a mitigare l’animo, è rasserenante; lascia emergere l’essenza delle vere necessità nel puzzle della vita di ciascuno di noi.

Richieste?
Chiederei alla cittadinanza di supportarci di più, di sponsorizzarci e di essere più sensibili verso la nostra attività agonistica. In fin dei conti, portiamo il nome di Savona ovunque andiamo a gareggiare.

Fonte Articolo: www.savonapernoi.it

 


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